Chi sono i 10 uomini più ricchi d’Italia? I Miliardari italiani del 2024

Chi di noi non è curioso di sapere chi sono i 10 uomini più ricchi d’Italia? Chi troveremo al primo posto, sarà Ferrero? troveremo la famiglia Agnelli? Vedrete che ci saranno delle scoperte interessanti.

La nostra ricerca si basa sulla classifica effettuata dall’importante rivista statunitense di economia, stiamo parlando di Forbes che ha realizzato anche un sito italiano forbes.it.

Chi sono più Ricchi d’Italia nel 2024

Ad oggi dopo un’attenta e meticolosa ricerca, le persone più ricche d’Italia nel 2024 sono:

  1. 🏆 Giovanni Ferrero (Patrimonio di circa 40,2 miliardi di dollari)
  2. 🥇 Giorgio Armani (Patrimonio di circa 13,8 miliardi di dollari)
  3. 🥈 Massimiliana Landini Aleotti (Patrimonio di circa 7,4 miliardi di dollari)
  4. 🥉 Stefano Pessina (Patrimonio di circa 7,3 miliardi di dollari)
  5. 🏅 Piero Ferrari (Patrimonio di circa 7 miliardi di dollari)
  6. 🏅 Augusto e Giorgio Perfetti (Patrimonio di circa 5,1 Miliardi di dollari)
  7. 🏅 Patrizio Bertelli (Patrimonio di circa 4,4 miliardi di dollari)
  8. 🏅 Luca Garavoglia (Patrimonio di circa 4,2 miliardi di dollari)
  9. 🏅 Giuseppe Crippa (Patrimonio di circa 4,1 Miliardi di dollari)
  10. 🏅 Bruno Cucinelli (Patrimonio di circa 3,6 miliardi di dollari)
  11. 🏅 Stefano Ruffini (Patrimonio di circa 3,4 miliardi di dollari)
  12. 🏅 Luciano Benetton (Patrimonio di circa 3,3 miliardi di dollari)
  13. 🏅 Gianfelice Mario Rocca (Patrimonio di circa 2,8 miliardi di dollari)
  14. 🏅 Mario Moretti Polegato (Patrimonio di circa 1,4 miliardi di dollari)
  15. 🏅 Danilo Iervolino (Patrimonio di circa 1,1 miliardi di dollari)

Giovanni Ferrero: patrimonio di circa 40,2 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Giovanni Ferrero
Più ricchi d’Italia: Giovanni Ferrero

Ci avviciniamo sempre di più al podio, trovando al secondo posto Giovanni Ferrero.

È stato stimato che possiede un patrimonio del valore di circa 40,2 miliardi di dollari.

Giovanni Ferrero, classe 1964, è un uomo molto riservato, infatti della sua vita privata si sa ben poco. Dopo aver conseguito la laurea in Marketing negli Stati Uniti, torna in Italia per lavorare all’azienda di famiglia.

Nel 1997 insieme al fratello Pietro ne presero il comando. Nel 2011 purtroppo dopo la morte di Pietro, Giovanni assunse il ruolo di amministratore delegato unico della Ferrero S.p.A.

Lui è anche uno scrittore, fino ad oggi ha pubblicato cinque romanzi, il primo fu nel 1999 “Stelle di tenebra“, poi seguirono “Il giardino di Adamo” nel 2003, “Il camaleonte” nel 2005, “Campo paradiso” nel 2007 e “Il canto delle farfalle” nel 2010.

Si sposa nel 2005 con la funzionaria in forze alla Segreteria della Commissione Europea, Paola Rossi. con la quale ha due figli, Michele e Bernardo.

L’azienda dolciaria fu fondata nel 1946 e oggi continua ad essere una delle più importanti del settore. Chi non ha mai mangiato un loro prodotto, gran parte di noi è cresciuto mangiando i Kinder. Nel 2018 il gruppo Ferrero ha acquisito per 2,8 miliardi di dollari la Nestlé, facendo così aumentare in modo esponenziale i profitti all’attività.

Giorgio Armani: patrimonio di 13,8 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Giorgio Armani
Più ricchi d’Italia: Giorgio Armani

Al secondo gradino del podio dei 10 uomini più ricchi d’Italia troviamo Giorgio Armani.

Attualmente il suo patrimonio si aggira attorno a circa 13,8 miliardi di dollari.

Giorgio Armani emblema dell’alta moda italiana nel mondo. Lo stilista è nato nel 1934 a Piacenza, decide poi di trasferirsi a Milano per frequentare la Facoltà di Medicina all’Università degli Studi di Milano Statale .

Dopo due anni però lascia gli studi e trova lavoro come buyer per i magazzini “La Rinascente“. Lavorerà anche come assistente fotografo poi verrà assunto da un’agenzia di moda per occuparsi dell’ufficio promozione.

A 30 anni riesce a realizzare la sua prima collezione uomo per Nino Cerruti, senza avere precedentemente effettuato nessuno studio specifico.

Dopodiché decide di diventare un designer di moda e un consulente “freelance“, questo grazie anche al suo amico Sergio Galeotti, quindi non lavorerà più per Nino Cerruti.

Sin da subito le sue realizzazioni riscontrarono un enorme successo e infatti poi nel 1975 decide di fondare la “Giorgio Armani S.p.A.”. Promuove nelle stesso anno una linea di “prêt-à-porter” femminile e maschile (Primavera/Estate 1976) a Milano al “Plaza Hotel”.

Poi l’anno successivo arrivano le “giacche destrutturate” che hanno rivoluzionato la moda. Vengono presentate, nella sua prima collazione, a Firenze a Palazzo Pitti nella Sala Bianca.

Stravolge sia la moda maschile che quella femminile, ad esempio modificando il tailleur e dissacrando l’abito da sera facendolo tipo accompagnare da scarpe con il tacco basso.

Da molti è considerato una persona geniale che ha portato molte novità nel settore della moda, creando uno stile originale che risulta essere allo stesso tempo elegante e disinvolto, che si adatta alla vita di tutti i giorni.

Giorgio Armani nella sua lunga carriera ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Solo per citarne alcuni, nel 1985 dalla Repubblica Italiana gli fu assegnato il titolo di Commendatore, nel 1986 Grande Ufficiale e nel 1987 Gran Cavaliere.

Fu il secondo stilista, dopo Christian Dior, ad apparire nel 1982 sulla copertina del settimanale “Time”. Inoltre ha realizzato diversi costumi per il teatro, per il Balletto e per l’Opera.

Giorgio Armani è stato lo sponsor ufficiale della squadra di basket “Olimpia Milano” e nel 2008 ne diventa proprietario. Oggi ormai il suo stile è simbolo di l’eleganza e di misura. Nel mondo dello spettacolo, ci sono molti personaggi, ad esempio della musica e del cinema, a rivolgersi a lui.

Giorgio Armani parlando dello stile in un’intervista ha risposto: “È una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza. È gusto e cultura“.

Massimiliana Landini Aleotti: Patrimonio di circa 7,4 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Massimiliana Landini Aleotti
Più ricchi d’Italia: Massimiliana Landini Aleotti

Incredibile alla quinta posizione della classifica dei dieci uomini più ricchi d’Italia è stato inserito il nome di una  donna, Massimiliana Landini Aleotti.

Dopo la morte di suo marito Alberto Sergio Aleotti ha ereditato il gruppo farmaceutico “Menarini” che gestisce insieme ai suoi figli. Lei riveste la carica di Direttore Generale.

Il patrimonio, attualmente, si aggira intorno agli 7,4 miliardi di dollari.

Ora a gestire la casa farmaceutica “Menarini”, oltre che la moglie Massimiliana Landini Aleotti c’è la figlia Lucia Aleotti che è presidente del gruppo e il figlio Alberto Aleotti che è il vicepresidente.

Di lei non si sa molto perché è una persona molto riservata, certamente sappiamo che risulta essere la donna più ricca dell’Italia e che nel 2016 è entrata a fare parte delle 10 donne più ricche al mondo.

Alla veneranda età di 77 anni è a capo di uno dei più importanti gruppi farmaceutici che comprende 14 stabilimenti sparsi in vari Paesi nel mondo ed è composto da circa 16 mila dipendenti.

Stefano Pessina: Patrimonio di circa 7,3 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Stefano Pessina
Più ricchi d’Italia: Stefano Pessina

Man mano ci stiamo avvicinando al podio, trovando al quarto posto Stefano Pessina.

Lui è l’azionista di riferimento e l’amministratore delegato della Walgreens Boots Alliance, Inc che come viene riportato su wikipedia: “è una multinazionale americana, con sede a Deerfield, Illinois, leader mondiale nella distribuzione di prodotti per la salute e il benessere, con 18.500 punti vendita in e 415 mila dipendenti in più di 25 paesi, oltre a 390 centri di distribuzione in grado di effettuare consegne a più di 230 mila farmacie, ospedali, ambulatori. Quotata dal 31 dicembre 2014 al NASDAQ, dal giugno 2018 ha sostituito General Electric nel paniere delle 30 Blue Chip dell’indice Dow Jones“.

Oggi Stefano Pessina possiede un patrimonio di circa 7,3 miliardi di dollari.

In Italia non è molto conosciuto, sebbene sia il quarto uomo più ricco d’Italia. La sua carriera ha inizio dall’azienda di famiglia alla fine degli anni ’70 fino ad arrivare ad oggi all guida dell’importantissima industria del settore farmaceutico, la “Walgreens Boots Alliance, Inc“.

Classe 1941, dopo essersi laureato in Ingegneria decide di gestire “Alleanza Farmaceutica”, l’azienda di famiglia che distribuisce prodotti farmaceutici.

Nel 1986 “Alleanza Farmaceutica” si fonde con “Dipharma” e nasce “Alleanza Salute Italia“, il quale è affiancato dall’imprenditrice Ornella Barra che fondò Dipharma. I due sono partner negli affari e nella vita privata.

La società non ha fatto altro che crescere, la loro strategia si basa su una serie di fusioni e acquisizioni che li porterà a diffondersi anche fuori dall’Italia, ad esempio in Gran Bretagna, Cina, Francia e Russia.

Da qui si forma Alliance Boots che poi si fonderà, nel 2014, con Wallgreen. Sono gli americani ad acquisire “Alliance Boots” dove al comando viene messo Stefano Pessina che possiede anche la maggiore quota azionaria che è pari al 15,36%.

Nel 2018 l’azienda è entrata a fare parte della lista dei trenta titoli azionari più prestigiosi.

Inoltre hanno sviluppato un’app dove si possono acquistare i loro prodotti e dove viene garantita la consegna in uno o due giorni. Credono molto nel fatto che le farmacie e la tecnologia sono complementari.

Piero Ferrari: Patrimonio di circa 7 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Piero Ferrari
Più ricchi d’Italia: Piero Ferrari

Piero Ferrari, settantaquattrenne, figlio di Enzo Ferrari fondatore del Cavallino Rampante.

È l’ultimo figlio vivente, dopo la morte del fratello Alfredo Ferrari, detto Dino, a soli 24 anni a causa della distrofia muscolare.

Oggi Piero Ferrari annovera un patrimonio che si aggira intorno ai 7 miliardi di dollari.

Al momento ricopre la carica di vice presidente della Ferrari ed è proprietario del 10% della società, che ora fa parte della Fiat Chrysler Automobiles (FCA).

Dal 2015 la Ferrari ha debuttato nel mercato azionario americano, alla Borsa di Wall Street con il 10% delle azioni. Poi nel 2016 ha esordito alla Borsa di Milano portando l’80% delle azioni. Il restante 10% è rimasto a Pietro Ferrari che non ha voluto vendere le sue quote.

Piero porta avanti il “Centro Dino Ferrari” fondato nel 1984 dal padre Enzo in memoria del figlio Dino per sostenere e promuovere la ricerca scientifica nel settore delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative.

Augusto e Giorgio Perfetti: Patrimonio di circa 5,1 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Augusto e Giorgio Perfetti
Più ricchi d’Italia: Augusto e Giorgio Perfetti

Al settimo posto è occupato da altri due fratelli, Augusto e Giorgio Perfetti, proprietari del gruppo “Perfetti Van Melle“. Si tratta di uno dei più importanti produttori di caramelle, gomme da masticare e tutto ciò che riguarda la confetteria.

È stato stimato che oggi possiedono un patrimonio del valore di 6,9 miliardi di dollari.

L’azienda è stata fondata durante la Seconda Guerra Mondiale. Inizialmente si trattava di un piccolo laboratorio di proprietà del loro nonno, Agostino Perfetti. I suoi due figli, Egidio e Ambrogio (padre di Augusto e Giorgio), in quel periodo andavano in giro a vendere caramelle per le strade.

Parliamo esattamente del 1946 quando Egidio e Ambrogio, vedendo i soldati americani masticare le chewing gum, decisero di cominciare a produrre anche loro gomme da masticare.

Nasce così il “Dolcificio Lombardo Lainate” che negli anni si è espansa diventando la “Perfetti SpA“.

Loro sono gli inventori delle famose chewing gum “Brooklyn” che vennero realizzate nel 1956, poi produssero le Vivident, le Big Babol e le Alpenliebe.

Intorno agli anni ’80 hanno cominciato ad assorbire altre aziende del settore come “Gelco” che è famosa per le caramelle Goleador e la “Caremoli” che produce le caramelle Golia. Tutt’oggi hanno seguito questo tipo di strategia acquisendo importanti aziende anche a livello internazionale.

Augusto e Giorgio Perfetti salirono alla guida dell’azienda dopo la morte di Egidio e di Ambrogio che avvenne verso la fine degli anni ’80.

Nel 2001 l’azienda da “Perfetti” divenne “Perfetti Van Melle” dopo essersi fusa con la società “Van Melle” conosciuta per le caramelle Fruittella e Mentos. Poi nel 2006 ha comprato la società “Chupa Chups S.A” famosa per i lecca lecca.

Dopo tutti questi acquisti l’azienda “Perfetti Van Melle” è diventata uno dei più importanti gruppi del settore, dopo i due grandi gruppi americani “Mars, Inc.” e “Mondelez International, Inc.“.

Patrizio Bertelli: Patrimonio di circa 4.4 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Patrizio Bertelli
Più ricchi d’Italia: Patrizio Bertelli

Patrizio Bertelli è un imprenditore e velista italiano nato ad Arezzo il 6 aprile 1946. È il presidente del gruppo Prada. Nel 2021 secondo Forbes, è stato il 9° uomo più ricco d’Italia e il 564º al mondo con un patrimonio di 5.3 miliardi di dollari.

Ad oggi il suo patrimonio è di circa 4,4 Miliardi di dollari

Abbandonati gli studi di ingegneria presso l’Università di Bologna, nel 1967 acquisisce l’azienda pellettiera Sir Robert e nel 1973 la parmigiana Granello, fu commerciante, nel negozio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, aperto dal nonno nel 1913.

Nel 1986 apre il primo negozio Prada a New York, dove negli anni novanta acquisisce piccoli marchi.

Dopo tre tentativi a Piazza Affari sempre sfumati poco prima del traguardo, il 24 giugno 2011 riesce a far quotare il gruppo Prada alla Borsa di Hong Kong, dove forte ormai di quattro marchi come Prada, Miu Miu, Church’s e Car Shoe, la valutazione del titolo è in breve tempo passata da circa 9 miliardi di euro a oltre 14 miliardi.

Luca Garavoglia: Patrimoni di circa 4,2 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Luca Garavoglia
Più ricchi d’Italia: Luca Garavoglia

Luca Garavoglia, nasce a Milano il 27 febbraio 1969. È un imprenditore italiano presidente del gruppo Campari. Secondo Forbes, nel 2022 occupava il 778º posto tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 3,8 miliardi di dollari, infatti è nella top 20 degli uomini più ricchi d’Italia.

Luca Garavoglia figlio di Domenico Garavoglia, nel 1984 assunse il controllo della società Davide Campari, che fu da lui portata al successo internazionale e fu anche quotato alla Borsa di Milano nel 2001.

Studió all’Istituto Leone XIII di Milano e ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università Bocconi nel 1994.

In seguito alla morte della madre, Rosa Anna Magno Garavoglia, avvenuta a 82 anni il 22 novembre 2016, Luca assume il controllo di Alicros, la società italiana che detiene il 51% del capitale di Campari e poco più del 60% di diritti di voto”.

Agli inizi del 2019 viene portata a termine, dopo una serie di operazioni che riguardano anche immobili in Costa Smeralda, Roma, Milano, New York, Montecarlo, la fusione tra Alicros, la società italiana che ha il controllo del gruppo Campari, e Lagfin, un’accomandita lussemburghese che ha la maggioranza di Alicros.

In questo modo viene accorpato in un’unica società con sede in Lussemburgo il 51% del gruppo di proprietà di Luca Garavoglia mentre un’altra quota del 46% detenuta nella cassaforte lussemburghese dalla sorella Alessandra è intestata a una fiduciaria della banca ginevrina Pictet.

Fece parte dei consigli di amministrazione di Indesit e Fiat dal 2005 è nel CDA della Fondazione del FAI, e nel 2011 in quello Telethon.

Giuseppe Crippa: Patrimonio di circa 4,1 Miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Giuseppe Crippa
Più ricchi d’Italia: Giuseppe Crippa

Giuseppe Crippa, nasce a Robbiate il 5 maggio del 1935, è un imprenditore italiano che dal 2022 è tra gli uomini più ricchi d’Italia.

È il fondatore dell’azienda tecnologica Technoprobe di cui è stato Amministratore delegato fino al 2017. Secondo Forbes è tra le persone più ricche d’Italia con un patrimonio stimato di 4,1 miliardi di euro.

Ha frequentato un istituto tecnico a Bergamo dove negli anni 50, ottiene il primo impiego nella società ingegneristica Breda. Nel 1960 all’età di 25 anni si avvicina al mondo dei microchip quando iniziò a lavorare per l’azienda di semiconduttori Sgs.

Verso il 1962 Sgs lo manda nella Silicon Valley per studiare e portare in Italia la tecnologia dei semiconduttori sviluppata da Robert Noyce Gordon Moore alla Fairchild Semiconductor a Mountain View, creando una produzione industrializzata dei transistori NPN.

Nel 1963 torna in Italia e inizia a gestire un nuovo reparto con uno staff di una dozzina di collaboratori avviando la produzione dei primi transistori al silicio. Dove per l’Italia fu la prima linea di produzione, ma anche in Europa.

Negli anni seguenti ricopre in azienda svariati ruoli come responsabile di produzione a responsabile dei processi fino ad arrivare a responsabile della qualità a livello globale.

Nel 1989, grazie all’aiuto del figlio Cristiano, decide di avviare una piccola impresa di produzione di sonde destinate al mercato delle probe card delle schede sonda utilizzate per testare i chip che quegli anni furono prodotte solo negli Stati Uniti.

Intorno al 1993 una grossa parte di casa a Merate era dedicata alla nuova impresa, dove era diventanto un laboratorio artigianale, e Crippa iniziò ad assumere i primi due dipendenti.

All’età di 60 anni Crippa riceve una proposta di liquidazione per andare in pensione da STMicroelectronics, ma lui invece di dedicarsi alla pensione decide di investire la liquidazione, e costituisce formalmente l’azienda Technoprobe S.r.l., la prima azienda in Italia a dedicarsi alla produzione e la vendita di Probe cards.

Intorno al 1996 grazie alla liquidazione decide di abbandonare il suo ufficio a casa per trasferirsi in un impianto di 800 metri quadrati a Cernusco Lombardone assieme ad una decina di dipendenti, dove fino al 2017 rimane Amministratore delegato dell’azienda.

Durante la pandemia Covid quando in Italia è partita la campagna vaccinale, l’azienda ha donato gli spazi e pagato il personale per allestire un hub nei capannoni della Technoprobe, dove in sei mesi sono state somministrate 160 mila dosi.

Nel febbraio del 2022 l’azienda sbarca a Piazza Affari sull’Euronext Growth ossia la piattaforma di negoziazione di imprese competitive, dove registrò il 12% al debutto, con una valutazione di 3,5 miliardi di euro dove le azioni sono state sospese per eccesso di rialzo. Ma in seguito della quotazione in borsa, all’età di 87 anni, nel 2022 diventa miliardario.

Brunello Cucinelli: Patrimonio di circa 3,6 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Brunello Cucinelli
Più ricchi d’Italia: Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli, nasce sul Trasimeno il 3 settembre del 1953, è uno stilista e imprenditore italiano, fondatore dell’omonima azienda.

Nel 2018 occupa il 33º posto della lista delle persone più ricche d’Italia con un patrimonio di 2,4 miliardi di euro al 2022.

È un Imprenditore nel campo del tessile e specializzato nella compra-vendita del cashmere,e secondo l’agenzia Bloomberg ha raggiunto lo status di miliardario il 9 maggio 2013 con il possesso del 65% delle quote della sua società con un pacchetto azionario valutato circa 947 milioni di dollari che arriva a un valore totale di 1,5 miliardi di dollari se si considera la capitalizzazione di mercato della sua compagnia quotata alla Borsa di Milano.

Brunello Cucinelli è stato anche presidente del Castel Rigone Calcio dal 1998 al 2014,lui proviene da una famiglia contadina, inizialmente intraprende gli studi da geometra per poi iscriversi alla facoltà di ingegneria.

Non termina gli studi e nel 1974 lascia l’università per iniziare un’attività nel campo della moda. Fonda nel 1978 l’azienda Brunello Cucinelli che si concentra sulla lavorazione del cachemire colorato.

La prima sede si trova a Ellera di Corciano nel perugino, e nel 2012 l’azienda si quota in borsa.

Remo Ruffini: Patrimonio di circa 3,4 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Remo Ruffini
Più ricchi d’Italia: Remo Ruffini

Remo Ruffini, nasce a Como il 27 agosto del 1961, è un imprenditore italiano presidente e amministratore delegato di Moncler.

Nel 2021 è tra i 900 uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di 3.4 miliardi di dollari.

Remo Ruffini, figlio di Gianfranco Ruffini negli anni Settanta era proprietario dell’omonima azienda di abbigliamento con sede a New York.

Iniziò la sua carriera negli Stati Uniti lavorando presso l’azienda del padre, alla giovane età di 23 anni tornò in Italia, dove fondò la New England, società che ha venduto nel 2000, sedici anni dopo al Gruppo Stefanel.

Quello stesso anno assunse il ruolo di consulente creativo per la holding controllante di Moncler.

Nel 2003 Ruffini acquistò Moncler che al tempo era in difficoltà, rivoluzionò l’azienda reinventando completamente il marchio.

Dopo 10 anni, a dicembre del 2013 Ruffini ha portato Moncler alla quotazione nella Borsa di Milano, dove dal pomeriggio del primo giorno, le azioni registrarono un aumento del 47%, portando il valore dell’azienda da $3,5 a $4 miliardi.

Ma nel 2018 concepì Moncler Genius, un progetto che prevede il lancio mensile di collezioni create in collaborazione con famosi designer, i quali interpretano l’identità di Moncler.

Luciano Benetton: Patrimonio di circa 3,3 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Luciano Benetton
Più ricchi d’Italia: Luciano Benetton

Luciano Benetton, nasce a Treviso il 13 maggio del 1935, lui è un imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano, ha fondato il Gruppo Benetton, fu senatore per il Partito Repubblicano Italiano dal 1992 al 1994.

Nel 2019 è l’877° uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato di 2,8 miliardi di dollari, società che anche oggi è presente nei principali mercati del mondo con oltre 6.000 punti vendita.

Siede nel consiglio di amministrazione di Edizione srl cioè la holding finanziaria di famiglia. È padre di cinque figli, Mauro, Alessandro, Rossella, Rocco e Brando.

Luciano Benetton nel consiglio di amministrazione insieme ai quattro fratelli Benetton lasciano il posto ai rispettivi figli. A Luciano subentra Alessandro, già da alcuni anni presente nel consiglio d’amministrazione e dall’aprile 2012 presidente di Benetton Group.

Nel febbraio 2018, dopo le difficoltà finanziarie incontrate dal gruppo con una perdita record nel 2017 di 180 milioni, Luciano Benetton rientra nel CDA dell’azienda a 83 anni ed è nominato presidente esecutivo, dove si occupò in particolare dell’attività commerciale dei negozi insieme a Oliviero Toscani.

Nel agosto del 2018 avviene il crollo del viadotto Polcevera a Genova noto anche come Ponte Morandi, che provoca 43 morti e 566 sfollati, scoppia la polemica sulle concessioni date a suo tempo alla società Autostrade per l’Italia dove erano controllate dai Benetton attraverso Atlantia.

Nel novembre 2019 Luciano Benetton, invia una lettera ai maggiori quotidiani italiani in cui parla di campagna d’odio. che si è scatenata sulla sua famiglia, e definisce i Benetton parte lesa rispetto alle vicende di Genova perché nessun componente della famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade.

Gianfelice Mario Rocca: Patrimonio di circa 2,8 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Gianfelice Mario Rocca
Più ricchi d’Italia: Gianfelice Mario Rocca

All’ottavo posto troviamo i due fratelli Paolo e Gianfelice Mario Rocca uno è Ceo (Chief Executive Officer) ovvero amministratore delegato e l’altro è presidente della multinazionale industriale Techint. Inoltre controllano l’Istituto Clinico Humanitas che hanno fondato negli anni ’90.

Si tratta di un gruppo industriale italo-argentino che come viene riportato su wikipedia: “comprende oltre 100 società operative in tutto il mondo e in vari settori, dall’impiantistica alla siderurgia, dall’ingegneria alla sanità“.

È stato stimato che,  al momento, il loro patrimonio è di circa 2,8 miliardi di dollari.

Techint è una delle principali aziende al mondo ed è la più grande produttrice di acciaio in Sud America.

Questa azienda è stata fondata dal loro nonno, Agostino Rocca, nel 1948 circa 70 anni fa.

Come viene specificato sempre su wikipedia: “La famiglia Rocca ha il controllo del gruppo Techint attraverso una rete di società offshore che alla fine controllano in Lussemburgo la San Faustin, la cassaforte di famiglia“.

Dalla sua fondazione a oggi il gruppo aziendale ha conquistato i mercati mondiali, divenendo uno dei più importanti fornitori dell’industria energetica.

Esattamente Gianfelice Mario Rocca è presidente del gruppo Techint e dell’Istituto Clinico Humanitas. Invece Paolo Rocca è amministratore delegato di Techint e inoltre è presidente e CEO della Tenaris e per la società Ternium ricopre solo il ruolo di presidente.

Mario Moretti Polegato: Patrimonio di circa 1,4 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Mario Moretti Polegato
Più ricchi d’Italia: Mario Moretti Polegato

Mario Moretti Polegato, nato a Ciano del Montello il 16 agosto 1952,è un imprenditore italiano attivo nel settore delle calzature tramite l’azienda Geox da lui fondata e presieduta.

Il suo patrimonio personale è stimato in circa 1,4 miliardi di dollari: questo lo rende il 17º uomo più ricco d’Italia, ed è al numero 831 della classifica degli uomini più ricchi del mondo.

Proviene da una famiglia di imprenditori attivi nel settore agricolo e vitivinicolo da generazioni a gestione dell’Astoria fondata dal nonno e portata avanti dai figli Vittorino, Ida, Annamaria, Divo e Delia Polegato.

Dopo gli studi presso l’Istituto Cavanis di Possagno, sulle orme dell’attività di famiglia intraprende e termina gli studi da enologo.

Si dedica inizialmente alle attività di famiglia, ma a metà degli anni Novanta, brevetta il marchio Geox, frutto di una fortunata intuizione datata 1992 e reso possibile grazie ad una membrana microporosa utilizzata dalla NASA.

Fonda l’azienda con 5 dipendenti dopo avere inutilmente presentato il prototipo della scarpa che respira alle maggiori imprese del settore.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, come quello di cavaliere al merito dell’Ordine Nazionale dal Presidente Rumeno nel 2000, nel 2002 è stato nominato Imprenditore dell’anno con titolo conferitogli da Ernst, e l’anno seguente miglior imprenditore italiano nel mondo, sempre da Ernst & Young Global, il 2005 gli viene conferito dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi il titolo di cavaliere del lavoro della Repubblica Italiana, e nel 2006 dal Presidente Giorgio Napolitano viene insignito del titolo di grande ufficiale della repubblica.

Intorno al 2010 ha ricevuto lo European Business Leader Award per la categoria Innovatore dell’anno, e il 2015 gli è stato conferito, presso la camera dei deputati, il premio America della fondazione Italia Usa.

Ricopre la carica diplomatica di console generale onorario di Romania per il Nord Est d’Italia dal 1997, e fu membro del consiglio direttivo confederale di Confindustria.

Danilo Iervolino: Patrimonio di circa 1,1 miliardi di dollari

Più ricchi d'Italia: Danilo Iervolino
Più ricchi d’Italia: Danilo Iervolino

Danilo Iervolino, nasce a Palma Campania il 2 aprile 1978, è un imprenditore italiano dove dal 2022 è proprietario della squadra di calcio Salernitana e del settimanale L’Espresso.

Intorno al 2002 si è laureato presso l’Università degli Studi di Napoli in Economia e Commercio.

Dopo aver trascorso del tempo negli Stati Uniti dove ha sviluppato un interesse per le dotcom e l’istruzione online, nel 2006, ha fondato l’Università Telematica Pegaso di Napoli, un ateneo con un approccio all’apprendimento esclusivamente digitale.

Iervolino si è dimesso dalla carica di Presidente dell’Università Telematica Pegaso nell’aprile 2022 dopo aver ceduto la proprietà dell’azienda a CVC.

Nel 2022, fece un grande investimento acquistando la squadra di calcio Salernitana ed entrando nel mondo dei media con l’acquisizione del settimanale L’Espresso dopo aver venduto Unipegaso per un miliardo di euro.

FAQ: Domande frequenti

Chi sono le 5 persone più ricche d’Italia?

Le 5 persone più ricche d’Italia sono:
🏆 Giovanni Ferrero (Patrimonio di circa 40,2 miliardi di dollari)
🥇 Giorgio Armani (Patrimonio di circa 13,8 miliardi di dollari)
🥈 Massimiliana Landini Aleotti (Patrimonio di circa 7,4 miliardi di dollari)
🥉 Stefano Pessina (Patrimonio di circa 7,3 miliardi di dollari)
🏅 Piero Ferrari (Patrimonio di circa 7 miliardi di dollari)

Chi il più ricco d’Italia nel 2024?

La persona più ricca d’Italia nel 2014 è Giovanni Ferrero, l’imprenditore vanta un patrimonio netto di circa 40,2 Miliardi di dollari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *