Coronavirus, I marchi e le personalità della moda uniti contro il coronavirus

Il coronavirus oltre ad aver scatenato preoccupazioni, tristezza e paura ha messo in moto una vera macchina della solidarietà. In questo articolo in particolare vi vogliamo parlare di alcuni importanti marchi italiani che si sono messi subito al lavoro per produrre prodotti che servono per contrastare il COVID-19.
Non si sono solo preoccupati di mettere a servizio le loro risorse, ma hanno dimostrato di essere molto generosi donando i loro soldi alle diverse strutture ospedaliere più bisognose.

Per quanto riguarda la moda possiamo dire che in un certo senso non si è fermata. È vero che hanno dovuto annullare tutti gli eventi e le sfilate programmate prima del coronavirus ma questo non l’ha abbattuta. Gran parte delle aziende italiane si sono messe subito a lavorare duramente per dare il loro contributo alla lotta contro il COVID-19. È scattata così una vera e propria gara di solidarietà.

I marchi e le personalità della moda uniti contro il coronavirus

La “Camera Nazionale della Moda Italiana” (CNMI) ha realizzato il progetto di solidarietà “Italia, we are with you“. Grazie alle donazioni dei loro associati hanno raccolto 3 milioni di euro.

I loro soldi sono destinati al Sistema Sanitario che grazie alla Protezione Civile e al Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 agli ospedali non abbienti sopraggiungeranno materiali medici come gli indumenti protettivi, le mascherine chirurgiche, macchine respiratorie e molto altro ancora.

Tra i partner di CNMI c’è Chic Investment Group“,  società di gestione e investimenti cinese. Quest’ultima insieme alla “Ernst & Young” hanno fatto si che la collaborazione tra la Protezione Civile e la società farmaceutica cinese “Sinopharm Group” avvenisse senza nessuna difficoltà. Grazie a loro dalla Cina sono arrivati in Italia diversi macchinari ed attrezzature mediche.

Alla Camera Nazionale della Moda Italiana sono arrivate anche diverse donazioni, come mascherine e macchine respiratorie, da parte di società cinesi che fanno parte del settore della moda.

Tra gli altri nomi spiccano Giorgio Armani, Valentino, Prada, Fendi, Donatella Versace, Chiara Ferragni con la raccolta fondi avviata con suo marito Fedez.
La Fashion Biz ha avviato diverse iniziative contro il coronavirus. Diverse aziende della moda e anche di altri settori, hanno trasformato le loro aree produttive per realizzare mascherine, abbigliamento medico e altro ancora. In particolare si sono dedicati alla produzione di materiali difficili da reperire ma che sono fortemente necessari per contrastare il COVID-19.

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Aziende italiane che trasformano la loro produzione per fare articoli sanitari

Grandi nomi come Ferrari, FCA, Bulgari, Gucci, Armani e Prada adesso sono unite da un unico grande scopo ovvero quello di produrre articoli sanitari che servono con urgenza agli ospedali per contrastare il coronavirus.

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno tutte queste aziende italiane, diverse tra loro e altre rivali, si sarebbero trovate unite a combattere sullo stesso fronte. Per fortuna in un momento così tragico nella storia dell’umanità le persone trovano la forza di reagire e si mettono subito all’opera per arginare problemi.

Aziende di settori diversi come quella dell’abbigliamento, automobilistico, produttori di packaging, cosmesi e via discorrendo in questo momento si trovano a produrre mascherine, camici, ventilatori per la rianimazione e dispositivi di protezione e molto altro ancora.

Domenico Arcuri, commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza Coronavirus, ha dichiarato che sono stati messi a disposizione 50 milioni di euro per finanziare le imprese che hanno modificato i loro impianti per produrre mascherine. Per fortuna quasi 200 case di moda hanno risposto all’appello per realizzare circa 2 milioni di mascherine.

Di questo problema ne aveva parlato anche Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento del Governo Conte, dicendo che è importante “velocizzare e centralizzare i procedimenti di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, assumendo iniziative di riconversione di realtà produttive per potenziare la produzione nazionale”.

Quali sono le aziende italiane che stanno lottando contro il COVID-19?

Noi abbiamo stilato una lista di gran parte delle aziende italiane che che si sono messe a produrre diversi articoli sanitari. L’elenco non segue un ordine vero e proprio, meritano tutto il primo posto. Vediamo quali sono le aziende e cosa stanno facendo per contrastare il coronavirus.

FCA

La FCA ha convertito lo stabilimento in Asia per produrre un milione di mascherine al mese. Notizia data direttamente da Michael Manley, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, che aggiunge che “Saranno donate a operatori sanitari….Tanti di voi sapranno che in Italia i nostri team di engineering e del manufacturing insieme ai colleghi della Ferrari stanno collaborando con Siare Engineering, una delle poche aziende che producono respiratori, per aiutarli a raddoppiare la loro produttività. Poter reindirizzare le nostre risorse a sostegno di chi ne ha più bisogno mi rende orgoglioso di far parte di questa azienda“.
In Italia, in base alle ultime disposizioni del Governo, gli stabilimenti apriranno il 3 maggio. In generale l’azienda non si è completamente fermata perché in alcune fabbriche delle persone stanno lavorando ad alcuni progetti di Ricerca e Sviluppo che riguardano l’avvio della produzione di alcuni modelli.

L’azioni FCA sono quotate sulla Borsa di New York e sulla Borsa Italiana. A proposito di questo ti consigliamo di leggere il nostro articolo “Come Comprare Azioni FCA“.

Ferrari

La Ferrari non ha perso tempo e si è subito impegnata insieme a FCA e Magneti Marelli a sostenere l’impegno di Siare Engineering International Group s.r.l., l’unico produttore italiano di ventilatori, specializzata nei respiratori polmonari per le terapie intensive. L’obiettivo è quello di sostenere la produzione di componentistica e l’assemblaggio dei respiratori. La Ferrari si è presa l’impegno di raddoppiare la produzione settimanale dei macchinari.

Inoltre i loro motorhome sono stati trasformati in ospedali da campo e luoghi dove potere eseguire i tamponi, poi hanno messo a disposizione le officine per riparare le ambulanze nel caso ce ne fosse bisogno.

Stando alle ultime notizie la Ferrari permetterà ai dipendenti di Maranello di sottoporsi  al test sierologico, eseguito dal personale di Lifebrain, per verificare se sono presenti gli anticorpi che servono per combattere l’infezione da coronavirus. In questo modo riusciranno ad aprire al più presto il loro impianto di produzione garantendo ai dipendenti la tutela della loro salute.

L’azioni di Ferrari sono quotate sulla Borsa Italiana. Scopri se “E’ vantaggioso Comprare Azioni Ferrari?“.

Bulgari

L’azienda Bulgari si è data molto da fare da quando è scattata l’emergenza coronavirus. Ha donato dei soldi all’ospedale Spallanzani di Roma per comprare un nuovo microscopio 3D ad alta definizione necessario per la ricerca.

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Poi insieme all’azienda di Lodi ICR (Industrie Cosmetiche Riunite) hanno deciso di produrre diverse quantità di flaconi gel igienizzanti per le mani che saranno consegnate alle strutture mediche grazie al Dipartimento della Protezione Civile Italiana. L’obiettivo è quello di realizzare in totale 200 mila pezzi in soli due mesi.

Bulgari fa parte della LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton SE) multinazionale e conglomerata francese con sede a Parigi.
Vi interesserà sapere che le azioni di LVMH sono quotate sulla Borsa Italiana.

Poi ci sono state aziende italiane che in particolare si sono adoperati per il loro territorio.

Davines S.p.A.

Il gruppo Davines è conosciuto per il suo laboratorio di ricerca e produzione di prodotti tricologici di alta qualità, a loro si rivolgono importanti società cosmetiche conosciute a livello mondiale. Adesso si è messa a produrre gel igienizzante che viene consegnato gratuitamente alla croce rossa e ad altre istituzioni in collaborazione con l’associazione “Forum Solidarietà” di Parma.

Già dai primi di marzo si sono messi al lavoro per aiutare il proprio territorio. Il gel lo hanno chiamato il “Gel del Buon Auspicio“, per il fatto che è risaputo che è fondamentale per contrastare i contagi dal coronavirus. Dato che i gel igienizzanti hanno cominciato subito a scarseggiare hanno pensato bene di non perdere tempo e hanno subito avviato la produzione di 100 mila pezzi.

L’Erbolario

L’azienda L’Erbolario una volta che è stata costretta a interrompere la produzione dei loro prodotti ha deciso di realizzare un gel igienizzante per le mani. Sono previsti più di 60 mila flaconi, i quali gran parte saranno distribuiti nel territorio di Lodi. Dei flaconi sono già stati donati alla Croce Rossa e all’Ospedale Maggiore, e altri all’Ospedale Sacco e Niguarda di Milano.

Poi ci sono altre realtà come AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli e Acquaviti, che garantirà le forniture di alcol. Anche l’azienda Apulia Stretch che solitamente produce tessuti in filati naturali e sintetici, ha iniziato a realizzare il tessuto-non-tessuto.

Quest’ultima parte è dedicata alle aziende che fanno parte del settore della moda. Sia le grandi firme che le piccole aziende si sono messe a produrre camici e mascherine. Le 180 aziende che fanno parte della Camera Nazionale della Moda Italiana si sono messe a produrre due milioni di mascherine al giorno.

Gucci

Gucci si è subito attivata per unirsi alla lotta contro il coronavirus. Lo ha fatto partecipando donando complessivamente 2 milioni di euro a favore di due campagne di crowdfunding. Una riguarda l’Italia ed è a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile che è in collaborazione con la banca Intesa Sanpaolo. L’altra campagna è a favore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Inoltre in risposta all’appello della Regione Toscana la casa di moda ha annunciato che produrranno oltre 1 milione di maschere e camici che saranno destinati al personale sanitario.

Gucci fa parte del gruppo Kering S.A.. Per chi è interessato al trading online può investire sulle azioni Kering che sono quotate sulla Borsa Italiana.

Prada

Per la Regione Toscana, da metà marzo, il Gruppo Prada ha avviato la produzione di 110 mila mascherine e 80 mila camici. Questi saranno destinati giornalmente al personale sanitario.

Per la realizzazione di questi articoli hanno messo a disposizione il loro unico stabilimento che si trova a Prada Montone (Perugia).

Vi interesserà sapere che le azioni Prada sono quotate alla Borsa di Hong Kong.

Salvatore Ferragamo

All’appello della Regione Toscana per l’emergenza coronavirus ha risposto anche Salvatore Ferragamo che ha chiesto alle proprie sarte di adoperarsi per realizzare anche da casa le mascherine in TNT (tessuto-non-tessuto), camici e cuffie da distribuire agli ospedali.

Le azioni della Salvatore Ferragamo S.p.A. è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Giglio

Giglio è un marchio di moda, leader in Italia nella progettazione, realizzazione e gestione di piattaforme di e-commerce. Ha diversi sedi sparse in tutto il modo.

Per l’emergenza coronavirus ha convertito alcune piattaforme e linee logistiche destinate al fashion. Così facendo la società è riuscita a ottenere dall’estero oltre 6 milioni di mascherine. In parte sono andate alla Regione Liguria e le altre sono andate alle aziende che svolgono servizio di pubblica utilità sul territorio nazionale.

Le azioni Giglio Group SpA sono quotate in Borsa all’AIM sul segmento STAR.

Giorgio Armani

Lo stilista Giorgio Armani è arrivato a donare circa 2 milioni di euro. Questi soldi sono stati stanziati a favore a diversi ospedali di Milano, allo Spallanzani di Roma, all’ospedale di Piacenza, all’ospedale di Bergamo, all’ospedale di Versilia e alla Protezione Civile.

Inoltre ha convertito tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani per realizzare camici monouso per tutti gli operatori sanitari che sono impegnati nella lotta contro il COVID-19.

Valentino

La fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti hanno donato 1 milione di euro per sostenere la lotta contro il COVID-19. In particolare questi soldi sono stati consegnati al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, alla nuova area, Columbus Covid 2, destinata alla cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Noi abbiamo deciso di fermarci qui, i nomi che hanno partecipato a questa macchina della solidarietà fortunatamente sono tanti e ogni giorno se ne aggiungono altri. Vi abbiamo elencato solo alcuni di essi a testimonianza di quello ciò che sta accadendo.

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