Cos'è il Default e come l'Italia può salvarsi

Cos’è il Default e come l’Italia può salvarsi

Ogni giorno ci arrivano le notizie dal telegiornale, dalle riviste, dai quotidiani che trattano argomenti di economia, ma non sempre conosciamo bene di cosa stanno parlando, dato che molti termini sono tecnici. Di seguito faremo chiarezza sul cos’è il Default e come l’Italia può salvarsi.

Per avere una visione più nitida e d’insieme di ciò che succede intorno a noi si deve sapere come funziona l’economia, cosa sia la macro economia e cosa sia il Default.

Non sono molti anni che il termine Default è entrato a far parte del gergo finanziario, per indicare un fallimento, ed esempio di una società che non riesce a rimborsare i debiti, e di conseguenza diventa inadempiente.

La paura che l’Italia si trovi davanti al rischio di Default, non è nuova, questo già succedeva nel 2011, quando in concomitanza vi era la crisi finanziaria mondiale (Crack Lehman).

In quel periodo l’Italia si trovava ad affrontare un forte debito pubblico, una forte crisi politica e l’economia del paese nel 2011 non era in crescita.

Nel 2019 il debito pubblico italiano si è chiuso a quota 2.400 miliardi di euro.

Prima di proseguire soffermiamoci su cosa significhi Default.

Cos’è il Default

In inglese il termine Default significa inadempienza, e in gergo finanziario fallimento, che può essere di un’azienda oppure di un’intera nazione.

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Uno Stato Sovrano va incontro ad una situazione di Default quando si trova davanti debiti o obbligazione che non può saldare, se lo Stato Sovrano si trova in una situazione di imminente Default vuol dire che il governo non è in grado di rimborsare il proprio debito nazionale.

Tipi di Default

Il Default può essere di due tipologie, il Default dei servizi di debito e il Default tecnico.

Il default dei servizi di debito si verifica quando chi deve effettuare il pagamento programmato non lo effettua, il secondo ovvero il Default tecnico subentra quando vi è una violazione di un’alleanza (clausola nei contratti di debito) affermativa o negativa.

Il default spread

Il Default spread è la differenza fra i rendimenti di strumenti, che vengono differenziati per il rischio di Default dell’emittente.
Quando si parla di Default spread si riferisce alle obbligazioni emesse dagli Stati Sovrani.

Il Default swap

Il Default swap è utilizzato per gestire il rischio di default della controparte e il rischio del credito, per fare ciò si utilizzano i derivati creditizi.

Ecco in cosa consiste il Default di uno Stato Sovrano

Uno Stato Sovrano che si trova nella situazione di Default, è perché il suo debito accumulato nel tempo non può essere sanificato.

I perché lo stato si sia indebitato sono molti, e possono essere legati sia a fattori interni che esterni, come Crack finanziari globali o investimenti maggiori.

Inoltre il debito pubblico di uno stato aumenta in concomitanza al non adempimento da parte dei cittadini agli oneri fiscali. In sostanza se le tasse pagate dai contribuenti sono minori alle uscite da parte dello stato si inizia ad avere una situazione di debito, che con il tempo non può che aumentare.

Un problema molto rilevante in questa situazione, sono gli interessi sul debito dello Stato, che di conseguenza generano un ulteriore Deficit Pubblico e incremento del debito.

Il temuto Default avviene quando uno stato non è in grado di far fronte al risanamento dei propri debiti, non può restituire le cifre concordate nei termini previsti.

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Queste situazioni si ammontano agli ipotetici aumenti di interessi sui titoli di stato (sono delle obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e Finanza) che lo stato emette con lo scopo di risanare il debito.

Quali effetti porta un alto debito pubblico?

Gli stati che si trovano ad avere un alto debito pubblico, possono anche arrivare a dover dichiarare fallimento.

Una volta che lo stato ha dichiarato fallimento non può prendersi cura dei sui cittadini, non può più assicurare gli stipendi, le pensioni, gli ammortizzatori sociali, la sanità pubblica, insomma una volta che lo stato dichiara fallimento, si inizia ad entrate nella spirale della recessione.

Sono molti gli stati che negli anni si sono trovati in una situazione così difficoltosa, basta ricordarsi cosa sia successo pochi anni fa in Grecia.

E’ possibile risanare i debiti di uno Stato?

Per risanare i debiti di uno stato o almeno per provarci ci vogliono anni, sempre se l’economia mondiale non abbia dei crolli.
Lo stato per iniziare la risalita deve ricorrere a delle politiche mirate inerenti ai bilanci, queste politiche devono essere fortemente restrittive.

Inoltre il governo dovrà impostare una drastica e programmata riduzione della spesa pubblica, tagliando i fondi per la scuola, sanità, infrastrutture ecc.

Per cercare di risanare la situazione debitoria lo stato potrebbe imporre una politica indirizzata alla pressione fiscale, con aspre conseguenze che riguardano il taglio degli stipendi, pensioni, sostegno ai più deboli.

L’Italia corre dei rischi di Default?

La situazione Italiana prima del COVID-19 già non era delle migliori, i conti pubblici italiani sono da anni sul filo del rasoio, e con questa crisi mondiale sia economica che sanitaria la paura di un Default dello stato si fa sempre più forte, il nostro sistema economico è in grande crisi già da tempo, e ora con la pandemia siamo in una situazione di incertezza.

Sono settimane complesse, dove si sente parlare del Mes, se sia oppure no un possibile aiuto per superare la crisi, molti sono d’accordo e altri invece pensano che siano da utilizzare gli Eurobond.

La crisi che sta vivendo l’Italia è il riflesso di una crisi più grande, europea e mondiale, dato che il nostro Stato è membro della UE si ricorre ad un piano di intervento comune.

La BCE ha dichiarato di voler acquistare dei Titoli Italiani per mitigare la crisi.

Se la Nazione non potrà riaprire in modo celere e continuativo si potrebbe andare in contro ad una recessione, partendo già da una situazione di grande svantaggio.

Ecco cosa ha fatto l’Europa per sostenere l’Italia nella crisi dovuta al COVID-19

La BCE per affrontare la crisi finanziaria ha messo in liquidità 1.110 miliardi, prestiti da BEI e COSME per quasi 250 mil, 100 mld contro la disoccupazione, 240 dal MES senza condizionalità e sospensione del patto di stabilità.

Inoltre la UE ha approvato flessibilità per gli aiuti di stato, ampliamento del fondo di solidarietà, impiego dei fondi strutturali non utilizzati.

Sono queste ad ora le risposte attuative che la Comunità Europea ha messo in campo.

La BCE inoltre ha aggiunto 759 miliardi al Quantitative Easing, e nel marzo 2020 la BCE ha comprato 12 mila titoli italiani a fronte di 2 mila tedeschi.

La BCE entro la fine dell’anno si impegna ad acquistare fino a 220 miliardi di titoli, vediamo in quali settori:

  • Titoli di Stato;
  • Titoli emessi dalle imprese;
  • Titoli emessi dalle banche.

Inoltre l’aumento di liquidità che la BCE ha erogato direttamente alle banche fa si che le stesse possano prestare denaro alle imprese con i seguenti risultati:

  • L’acquisto da parte della BCE dei titoli di stato fa si che l’Italia paghi interessi minori che sul mercato;
  • Possiamo beneficiare della sospensione del patto di stabilità, anche se l’indebitamento pubblico si stima che arriverà al 150%. Ma in questo modo la Nazione può continuare a sovvenzionare la sanità, le imprese senza che il debito vada fuori dai limiti;
  • Le banche grazie a questa manovra possono erogare liquidità alle imprese e bloccare i pagamenti di mutui.

Questi sono gli aiuti e le manovre che la Comunità Europea ha attuato, per far in modo che nessuno stato corra il rischio di un Default, a breve vi sarà un altro vertice, dove dovranno essere approvate ulteriori ed efficaci misure.

 

 

 

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