Cos’è il PIL e come funziona

Ogni giorno nelle notizie che leggiamo su internet o sui quotidiani appare la parola PIL, la domanda che molti si pongono è la seguente Cos’è il PIL e come funziona.
Chi scrive le notizie di economia dà per scontato che tutti noi sappiamo di cosa si stia parlando, ed invece non è così, dato che c’è grande confusione sui termini economici, altra domanda che molti di noi si pongono è come funziona l’economia.
Da due mesi a questa parte non si fa altro che leggere ed ascoltare notizie legate all’economia, che sta annegando per colpa del COVID-19, e molti si chiedono come andrà l’economia mondiale dopo il Coronavirsu.

Siamo sommersi da informazioni che non sempre riusciamo a comprendere per intero, ora facciamo chiarezza su cosa sia il PIL.

Il PIL Cos’è?

La sigla PIL sta per Prodotto Interno Lordo, ed è il valore dei prodotti e servizi realizzati all’interno di uno Stato Sovrano in un determinato lasso temporale.

Il valore è ciò che risulta da un processo di scambio, o meglio detto dalla vendita di prodotti e servizi.

Lo Stato Sovrano è un’entità giuridica che rappresenta un governo centralizzato e che ha sovranità in una determinata area geografica.

Nel calcolo della realizzazione dei servizi non conta la nazionalità del produttore ma bensì dove li produce in quale area geografica sono siti. Poniamo l’esempio che una società Svizzera produca in Italia la cioccolata, allora la realizzazione del prodotto rientra nel PIL Italiano.

Invece per i servizi è differente, poniamo l’esempio di un corso di giardinaggio che viene svolto in Grecia da una ditta Italiana, allora il corso di giardinaggio rientra nel PIL della Grecia.

Il sistema produttivo si fonda sul PIL

Il PIL rappresenta lo stato di benessere di una nazione, nel PIL sono compresi gli ammortamenti.

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Cosa significa Prodotto Interno Lordo (PIL)

Vediamo cosa significano le tre parole della sigla PIL

Per Prodotto vengono intesi i beni e i servizi che hanno una valorizzazione in un processo di scambio, non sono annesse le prestazioni gratuite o l’autoconsumo.

Per Interno vengono indicate tutte le attività che sono interne al paese in cui si vuole andare a calcolare il PIL, che però escludono le attività lavorative svolte da operatori nazionali all’estero.

La prima operazione che viene fatta per stabilire il PNL è la seguente:

Si esclude la produzione all’interno del paese da parte di operatori stranieri e si aggiunge quella svolta all’estero da parte di operatori nazionali a questo punto si ottiene il PNL.

Il termine Lordo indica che il valore della produzione è a lordo degli ammortamenti, ovvero che vi è stato un deprezzamento dello stock di capitale fisico che è intervenuto in quel determinato periodo .

Una volta avuti questi dati si sottrae al PIL gli ammortamenti e si ha il PIN prodotto interno netto.

Come si Calcola il PIL

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) deve essere calcolato per verificarne il valore, per fare ciò ci sono tre modi, vediamoli insieme.

Prima di proseguire è bene puntualizzare che il PIL viene calcolato mantenendo le coerenze economiche e i conti nazionali.

Il PIL calcola la Domanda e l’Offerta

Si può misurare li PIL tramite il Metodo di Spesa che esamina il PIL dal lato della domanda, per essere più precisi da chi acquista e paga, ad esempio quanti vogliano comprare un automobile nuova, le spese famigliari, i beni durevoli, gli investimenti, l’acquisto di immobili, e anche la spesa pubblica dello Stato e delle Amministrazioni.

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Il Metodo Spesa esamina anche le esportazioni nette, ovvero la differenza fra le importazioni e le esportazioni.
Se invece si affronta il PIL dalla parte dell’offerta si devono affrontare ulteriori passaggi per arrivare alla conclusione del processo della produzione.

Per calcolare il metodo del Valore Aggiunto bisogna mettere sul campo le varie fasi intermedie che portano il bene alla vendita conclusiva. Come l’acquisto delle materie prime o prodotti che servono per la lavorazione intermedia, e i lavori strumentali per la realizzazione del bene finito.

Una volta ottenuti tutti questi dati si sommano e si ottiene lo stesso valore del PIL precedente.

Il Metodo de Redditi è l’ultimo dei tre per calcolare il PIL, ed esamina il problema dal punto dei fattori di produzione che sono utilizzati per arrivare il bene finale.

I fattori di produzione sono sia il lavoro che il capitale finanziario che è stato impiegato, i quali vengono pagati tramite gli stipendi, a cui bisogna sommate le tasse sulla produzione e l’IVA, al netto dei contributi alla produzione.

Il PIL a cosa serve ?

Il PIL è alla base dell’economia ed è il principale indicatore di salute di un sistema economico di ogni nazione. Il PIL però non è utilizzabile immediatamente nei confronti internazionali, questo perché è espresso nella valuta nazionale, e per adeguarlo ad una valuta comune si deve fare attraverso i tassi di cambio, del periodo di riferimento del PIL.

Il PIL rappresenta la capacità del sistema preso in osservazione di produrre dei beni.

Il PIL serve per analizzare i tassi di crescita di una nazione, per verificare in quale costanza questi crescano, i rapporti con il debito pubblico, e se come nel caso dell’Italia, vengono rispettate le regole dettate dall’Euro zona in materia economica.

Esistono altri indicatori oltre al PIL?

Per alcuni il PIL non è il miglior modo per misurare i termini economici di un paese, l’attività economica, il tasso di crescita ed altro.

I dubbi che insorgono in questa discussione sono legati al fatto che non viene utilizzato per definire il grado di sviluppo e il grado di benessere della popolazione.

Questo perché al PIL andrebbero accostati altri valori, come la distribuzione del reddito, la sostenibilità e altri fattori intrinsechi.

Gli altri indicatori che sono stati sviluppati sono i seguenti:

  • FIL (Felicità Interna Lorda PIL/FIL);
  • ISU (Indice di Sviluppo Umano)
  • Indice di Benessere Economico sostenibile (ISEW).

L’indicatore FIL (Felicità Interna Lorda) va visto nella necessità di costruire degli indicatori per definire il benessere dei cittadini, non solo in senso economico. Il FIL allarga le sue visuali e prende in considerazione anche l’indice di mortalità, l’indice delle malattie, la speranza di vita e il reddito pro capite. Ma non solo, perché questo indicatore studia il grado di soddisfazione dei cittadini.

L’Indice dello Sviluppo Umano o anche ISU venne elaborato nel 1990 dall’economista Mahbub ul Haq per l’ONU, questo indicatore prende in esame la qualità di vita nei paesi. L’ISU viene accostato al PIL per capire e misurare meglio la qualità di vita nel paese preso sotto osservazione.

Con l’Indice dello sviluppo umano si possono reperire informazioni specifiche dei singoli stai, se siano ad esempio alfabetizzati e quali aspettative di vita abbiano.

L’Indice di Benessere Economico sostenibile (ISEW) è stato formulato per studiare i valori economici in modo differente ed alternativo. Non somma tutte le spese, ma le differenzia tenendo conto anche di altri fattori, come il reddito pro capite, le perdite economiche, il deperimento delle risorse naturali. Inoltre valorizza il tempo libero dei cittadini, le spese per la ricerca ecc.

Conclusioni

Gli indicatori sono fondamentali per comprende lo stato di salute di una nazione, non solo l’aspetto economico, ma anche l’aspetto sociale, dato che se non vi è una situazione di stabilita sociale e di sicurezza tra i cittadini, non vi è possibilità per lo stato di fiorire. Nei paesi in cui vi è una forte disuguaglianza sociale o un basso grado di istruzione, l’avanzamento economico rimane più difficile.

 

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