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Guadagnare online affittando la propria casa

Siamo entrati nella nuova epoca della sharing economy, la nuova economia che si focalizza in efficienza e condivisione.
Dagli scatti postati sui social, ai mezzi di trasporto come bici e auto, oggi tutto deve essere diviso con gli altri, infatti la parola d’ordine è: Sharing/Condivisione!

Guadagnare online con-dividendo il proprio appartamento è un fenomeno che, in Italia, ha preso piede in maniera repentina negli ultimi due anni, con un incremento del 99% rispetto agli esordi.

La piattaforma che aiuta a lanciarci in quest’avventura si chiama Airbnb, società nata da un’idea di Brian Chesky, che oggi è quotata in borsa circa 24 miliardi di dollari… www.airbnb.it

Brian decise insieme al suo coinquilino, all’ennesimo aumento dell’affitto dell’appartamento che li ospitava, di tirar su una struttura che desse la possibilità di locare una stanza in disuso della casa, ai viaggiatori per piacere o lavoro e ricavarne un profitto. Il progetto partì subito, perché in quei giorni, a San Francisco c’era un convegno, e riuscirono a pubblicizzarsi in tempo sfruttando un’idea folle, quella di utilizzare letti gonfiabili al posto di quelli veri, avendo disponibile solo il salone.

Da lì Airbnb, il sito dei letti gonfiabili. Fu subito un successo!

Così i due ex studenti, grazie all’ausilio di un bravissimo programmatore, sono diventati i fari guida della casa temporanea. Airbnb è un fenomeno, che dal 2008, ha raggiunto 11 milioni di “inquilini” nel mondo (1 milione in Italia), è presente in 35mila città e 192 paesi; Francia, Italia e Gran Bretagna e New York.

Lo spirito di Airbnb è proprio la condivisione tra affittuario e ospite, la reciproca fiducia. Per ottenerla è stato studiato un sistema di guest-book incrociato, dove lasciare un commento con le referenze sia dell’host sia degli inquilini di passaggio.

L’Italia è seconda per numero di alloggi in affitto

L’Italia, Paese che, turisticamente parlando, ha da offrire più di tutti, è la seconda per numero di presenze su Airbnb.
Sono molteplici gli alloggi in affitto che mettono a disposizione degli ospiti viaggianti una stanza o tutto l’appartamento. Da lusso improduttivo a seconda o addirittura prima entrata, l’utilizzo della stanza o l’appartamento in disuso, è diventato, attraverso questa piattaforma di sharing, un’ottima fonte di guadagno online per migliaia d’italiani.

Gli alloggi aderenti sono 150mila circa, e molti riescono, affittando settimanalmente, a guadagnare cifre consistenti, in base alla zona di residenza.

C’è da calcolare che Airbnb si trattiene una percentuale che va dal 6 al 12% per i viaggiatori e del 3% ai padroni di casa.
Certo è che bisogna essere predisposti alla socialità e alla condivisione, essere curiosi.

Avere continuamente facce nuove in giro per casa può essere costruttivo per chi ha queste doti specifiche.

Insomma l’ospite arriva a far parte della famiglia se si riesce a trovare ogni volta la giusta accoglienza.

Sulla scia di Airbnb, troviamo Homelidays, del gruppo francese Homeaway, che chiede agli inserzionisti invece una tariffa annuale per comparire sul sito.

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