Il Farmaco Avigan cura il coronavirus? Conviene comprare azioni Fujifilm?

Il 21 marzo è stato pubblicato un video su YouTube che in poco tempo ha raggiunto 80.197 visualizzazioni e ne hanno parlato subito in televisione. Stiamo parlando del video dal titolo “Avigan il farmaco che in Giappone ha risolto il problema coronavirus” di Cristiano Aresu.

Il giorno dopo, il 22 marzo, Zaia alla conferenza stampa ha dichiarato che in Veneto cominceranno a testare il farmaco Avigan.

Sembrerebbe che questo farmaco che viene utilizzato in Giappone riesca a debellare in modo efficace il coronavirus. Fino ad oggi si è sentito parlare di diverse cure che sono in grado di combattere questo virus, ma la loro efficacia è ancora tutta da dimostrare. Tra questi c’è il farmaco Avigan che da sabato 21 marzo se ne sente parlare molto. In questo articolo vi spieghiamo il perché di tutto questo interesse e se effettivamente il farmaco Avigan cura il coronavirus e se conviene comprare azioni Fujifilm (Leggi il nostro articolo: Guadagnare con Azioni di Aziende farmaceutiche che studiano il vaccino del Covid-19 è possibile?).

Perché il video di Cristiano Aresu ha creato così tanto scalpore?

Perché il video di Cristiano Aresu ha creato così tanto scalpore?

Cristiano Aresu ha realizzato il video per mostrare la situazione attuale in Giappone. In particolare si rivolge agli italiani che stanno vivendo un momento molto drammatico, dando una piccola speranza, stando alle sue parole, facendo conoscere la verità e farli resistere perché prima o poi ce la faremo.

Lui si trova esattamente a Ikebukuro, Toshima, Prefettura di Tokyo. Nel video ci tiene a fare vedere che dietro a lui ci sono tante persone che passeggiano tranquilli. Ma com’è possibile, quando tutto il resto del mondo si è fermato a causa della diffusione del coronavirus?

Inoltre lui sottolinea il fatto che in Italia si parla del Giappone in modo errato, diffondendo video non veritieri. Lui asserisce il fatto che ci stanno nascondendo la verità e invita le persone a cercare su Google la parola “Avigan“. Comincia poi a parlare di questo farmaco che dice che in Giappone viene utilizzato dal 2012 per curare l’influenza. Si tratta di un semplice farmaco che agisce sull’RNA, è un antinfluenzale ma che serve anche a curare molti ceppi del coronavirus.

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Pochi sanno che il coronavirus esiste da diverso tempo ormai e quello che stiamo affrontando ora non è altro che una sua evoluzione.

Continua dicendo che da qualche settimana in Giappone si sono accorti che il farmaco Avigan cura il 90% dei casi del coronavirus. Lui si trova lì da febbraio e inizialmente la situazione era completamente diversa, le strade erano vuote a causa della paura del COVID-19. Hanno cominciato poi a sperimentare il farmaco su alcune persone che avevano contratto il virus e si sono resi conto che funzionava. Perciò il Giappone ha debellato molto presto il virus e le persone hanno ripreso a vivere la loro vita di sempre, togliendosi persino le mascherine che fino a poco tempo prima le portavano tutti.

Cristiano Aresu nel corso del video ci tiene a sottolineare che quello che sta dicendo lo sta mostrando con le immagini reali e non di repertorio come fanno i telegiornali. Poi pone la domanda: “Perché in Italia non è stato ancora preso?“. Risponde dicendo che in realtà l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), che è l’ente che svolge l’attività regolatoria dei farmaci in Italia, sta aspettando perché ha fiutato l’affare economico che ci sarebbe. Per il semplice fatto che chi si prenderà l’incarico di distribuire il farmaco diventerà in pochissimo tempo miliardario. Inoltre aggiunge che la burocrazia italiana non aiuta perché quando si deve immettere un farmaco in Italia deve ricevere delle autorizzazioni, che al momento stanno ritardando ad arrivare e che questi sono alcuni dei motivi perché ancora in Italia non lo abbiamo. Continua dicendo che in realtà questo farmaco è stato riconosciuto, che l’AIFA lo ha già preso in considerazione e che in Cina hanno cominciato a utilizzarlo qualche tempo fa.

Conclude dicendo che in Giappone saranno morte massimo 100 persone in quattro mesi.

Chi è Cristiano Aresu?

Dopo aver ricevuto tante critiche, Cristiano Aresu ha sentito il dovere di fare un collegamento live dal suo account FacebookCris Ares, che è poi è stato pubblicato su YouTube. Per dire che quello che ha detto nel video “Avigan il farmaco che in Giappone ha risolto il problema coronavirus” non è una fake news e che lui si è limitato a raccontare i fatti.

Inoltre spiega che lui è un divulgatore scientifico, laureato in Farmacia, che per diversi anni ha lavorato per aziende farmaceutiche e per aziende chirurgiche. È stato persino contattato da dott. Massimo Danese, un primario dell’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, per un incontro dopo il suo ritorno in Italia.

Nel video dice che ora sta vivendo un momento difficile perché ci sono molte persone che inveiscono contro di lui, diffamandolo. Ci ha tenuto a dire più volte che lui non ha detto che questo farmaco fa miracoli ma che aiuta e che il Giappone è un gran paese perché è riuscito a combattere il coronavirus grazie anche ad Avigan. Ha utilizzato la parola “anche” perché sembra che il farmaco non può curare le persone che sono a uno stadio avanzato della malattia, dove i polmoni sono lacerati e quindi c’è bisogno di agire in maniera diversa. Ma se si agisce con tempestività Avigan sembra essere efficace al 90%.

Lui non riesce a spiegarsi il perché in Italia non viene utilizzato e che non ha parlato di complotti, ma in Cina, in Indonesia e in Iran lo stanno utilizzando.

Nel giro di poche ore ha pubblicato una serie di video dove cerca sempre di spiegare chi è e perché ha parlato di Avigan. Dopo il suo arrivo in Giappone ha visto che le persone erano chiuse tutte in casa e in strada non girava nessuno, ma dopo pochi giorni ha visto che  le metro viaggiavano piene di gente. Lui già era pronto a criticarli ma venne a sapere di Avigan. Comincia a prendere informazioni e contatta una sua amica infermiera che lavora in Italia che gli conferma che questo farmaco viene utilizzato con successo per curare anche il coronavirus.

La Cina è stata la prima a scoprire che effettivamente questo farmaco funzionava e quindi il governo pensò bene di inviare delle persone in Giappone a comprarne grande quantità direttamente nelle farmacie per poi portarle in Cina. In seguito un’azienda cinese ne ha acquistato i diritti. Una delle conseguenze è stato che improvvisamente in Borsa le azioni della Fujifilm sono salite molto in alto.

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Dopodiché il Giappone ha tolto dal commercio farmaceutico l’Avigan e l’ha inserito solo all’interno degli ospedali. Quindi per avere questa terapia bisogna andare in ospedale, fare il tampone e dimostrare di avere contratto il coronavirus. Se si risulta positivi il medico consegna il blister con il giusto numero di farmaci per combattere il COVID-19.

Cristiano Aresu invita le persone ad informarsi e a non arrendersi. Lui infine ha detto che proverà ad andare in un ospedale a Shibuya per trovare qualcuno che gli lasci qualche informazione su questo farmaco, qualche notizia in più, ma non può garantire nulla per il fatto che il Giappone è un paese molto chiuso e i giapponesi sono molto riservati.

Il Veneto comincerà la sperimentazione del farmaco Avigan?

Ieri, 22 marzo, il Ministro Zaia ha dichiarato che l’AIFA ha dato il via libera alla sperimentazione in Veneto del farmaco Avigan. Questa notizia è stata riportata online anche dal quotidiano “Corriere della Sera” dicendo però che l’AIFA non ha dato ancora l’ok.

Il video di Cristiano Aresu ha creato molta confusione, le persone ne vogliono sapere di più. Ne hanno scritto subito le maggiori testate giornalistiche e ne hanno parlato nei più importanti programmi televisivi.

L’AIFA ha spiegato che presto parlerà dell’eventuale sperimentazione e che sull’Avigan ancora non si hanno dati che accertino la sua reale efficacia contro il coronavirus. Inoltre invitano a non credere ad ogni tipo di informazione e di credere solo a quelle che sono state comprovate a livello scientifico. Su questo si è espresso anche il virologo Roberto Burioni dichiarando che: “Non esistono evidenze scientifiche in merito“.

Cosa ne pensa l’AIFA del farmaco Avigan?

Cosa ne pensa l'AIFA del farmaco Avigan?

Sul sito ufficiale del Ministero della salute è stato pubblicato il comunicato dell’AIFA in riferimento all’Avigan. Noi abbiamo pensato di riportarvelo per intero.

In merito alle recenti informazioni circolate in rete e a mezzo stampa relative all’utilizzo della specialità medicinale a base di favipiravir nel trattamento di COVID-19, l’Agenzia italiana del Farmaco precisa quanto segue.

Favipiravir (nome commerciale Avigan) è un antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA.

Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aersol. Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia. Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti.

La Commissione Tecnico-Scientifica di AIFA, riunita in seduta permanente, rivaluta quotidianamente tutte le evidenze che si rendono disponibili al fine di poter intraprendere ogni azione (inclusa l’autorizzazione rapida alla conduzione di studi clinici) per poter assicurare tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per il COVID-19 sulla base di solidi dati scientifici. In particolare, nella seduta di domani, lunedì 23 marzo, la Commissione si esprimerà in modo più approfondito rispetto alle evidenze disponibili per il medicinale favipiravir.

Si ribadisce che AIFA è costantemente impegnata a tutelare la salute pubblica, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale, dando informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche e, nell’esortare a non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni, si riserva il diritto di adire a vie legali ove opportuno.

Aggiornamento AIFA sperimentazione per Covid-19

Ieri in giornata l’AIFA ha dato il via libera alla sperimentazione del farmaco Avigan per curare dal COVID-19. L’incontro è avvenuto tra Roberto Speranza, il ministro della Salute, e Nicola Magrini, direttore dell’AIFA.

Avigan verrà utilizzato nelle fasi iniziali della malattia. Dal Corriere della Sera sono state riportate le dichiarazioni di Roberto Speranza e Silvio Brusaferro. Alleghiamo un piccolo estratto: “Il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini, mi ha comunicato che, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, il Comitato sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso» ha affermato in un comunicato il ministro della Salute Roberto Speranza. «Aifa è un’agenzia di altissimo profilo e ha reso trasparenti tutte le sperimentazioni. Ci sono molte proposte di sperimentazioni, tutte vengono riportate pubblicamente. È importante sperimentare e condividere queste informazioni con il mondo» ha commentato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro“.

La regione che testerà immediatamente il farmaco sarà la Lombardia e si è reso disponibile alla sperimentazione anche il Veneto.

Cos’è Avigan?

L’Avigan è il nome commerciale del farmaco Favipiravir (T-705). Come viene riportato su wikipedia si tratta di: “…un farmaco antivirale sviluppato dalla Toyama Kagaku Kōgyō, una consociata della Fujifilm Holdings giapponese che possiede un’attività diretta contro molti virus a RNA…“. In sostanza ha la funzione di fermare i meccanismi che vengono utilizzati dai virus per replicarsi nel nostro organismo, lavorando sul sistema immunitario.

Recentemente il direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia ha affermato che: “Il farmaco è chiaramente efficace nel trattamento”.

Favipiravir è stato sviluppato nel 1999 come farmaco antinfluenzale e nel 2014 l’Avigan è stato utilizzato per curare il virus ebola. Poi recentemente due ricercatori cinesi hanno dichiarato che questo farmaco può curare il coronavirus. Hanno potuto constatare che restringe i tempi di guarigione che da 11 sono passati a 4 giorni. Si tratta di pazienti che avevano contratto la malattia da meno di 7 giorni. In Cina il farmaco viene prodotto con il nome Favilavir.

Ci sono però ancora molti dubbi sull’efficacia reale dell’Avigan, infatti per ora in Europa e negli Stati Uniti non è ancora stato approvato.

È sicuro comprare le azioni Fujifilm?

Per ora l’efficacia del farmaco è ancora da valutare, ma dopo che il governo cinese ha approvato la produzione di Favipiravir (Avigan) le azioni di Fujifilm sono cresciute più del 10%.

Molte persone hanno pensato bene di investire sulle azioni Fujifilm visto il grande interesse verso il farmaco Avigan (Leggi il nostro articolo: Come investire in azioni ai tempi del Coronavirus).

Sicuramente si ha a che fare con un mercato altamente volatile, si tratta perciò di un investimento molto rischioso. Quindi si consiglia di investire con coscienza e razionalità. Al momento però in Italia i migliori broker, da noi personalmente testati, non danno ancora la possibilità di investire sulle azioni Fujifilm.

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