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Le 10 opere d’arte più costose di sempre

Leggendo la classifica delle 10 opere d’arte più costose di sempre vi accorgerete che i collezionisti sono in grado di fare delle vere e proprie follie pur di accaparrarsi certi quadri.

Parliamo di prezzi da capogiro, non potete assolutamente immaginare fino a che livello si può arrivare, forse non ci sono limiti, ogni volta viene battuto un record di vendita.

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Il mercato dell’arte è in continua evoluzione e indubbiamente il valore delle opere d’arte non fa altro che aumentare nel tempo e quindi solo in pochi le potranno acquistare e adorare da vicino.

10. Rembrandt, Ritratto di Marten Soolmans e Ritratto di Oopjen Coppit, 1634: $160 milioni

Rembrandt, Ritratto di Marten Soolmans e Ritratto di Oopjen Coppit, 1634

I ritratti degli sposi Marten Soolmans e Oopjen Coppit di Rembrandt, realizzati nel 1634, furono venduti nel 2016 per 160 milioni di dollari.

Si è trattato di un acquisto congiunto da parte dello Stato francese per il Musée du Louvre e dello Stato olandese per il Rijksmuseum. A occuparsi della vendita, avvenuta in privato, fu Christie’s.

Precedentemente, i due dipinti appartenevano alla collezione privata del banchiere francese Eric de Rothschild. Fino ad allora di rado furono esposti in pubblico.

Questa è l’unica coppia di sposi che è stata ritratta in piedi, a figura intera e a grandezza naturale da Rembrandt. Furono realizzati per celebrare il matrimonio della coppia. I quadri misurano 208×132 cm e la tecnica utilizzata è la pittura a olio su tela.

I due Stati hanno deciso di comune accordo che i due ritratti non verranno mai separati. Per la prima volta furono esposti al Rijksmuseum, dove sono stati anche restaurati.

Libro biografico di Rembrandt: Gli occhi di Rembrandt

9. Amedeo Modigliani, Nu couché, 1917: $170,4 milioni

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Amedeo Modigliani, Nu couché, 1917

Il dipinto “Nu Couché” di Amedeo Modigliani, realizzato nel 1917, fu venduto nel 2015 all’asta di Christie’s a New York per 170,4 milioni di dollari.

Il quadro fu messo in vendita da Laura Mattioli Rossi, erede del collezionista Gianni Mattioli. A comprarlo furono i  coniugi e collezionisti cinesi Liu Yiqian e Wang Wei, i fondatori del  Long Museum di Shanghai, i quali parteciparono all’asta telefonicamente.

Questa opera è stata valutata come il migliore nudo di Modigliani. Per il dipinto è stata utilizzata la tecnica della pittura ad olio e misura 60×92 cm, rappresenta una donna distesa sul letto.

Fu esposto per la prima volta nel 1917 alla mostra personale di Amedeo Modigliani presso la galleria di Berthe Weill in rue Taitbout. Ma i nudi presenti alla mostra suscitarono un tale scandalo da costringere la polizia a intervenire per disperdere la folla e fecero ritirare immediatamente i dipinti.

Libro biografico di Amedeo Modigliani: Amedeo Modigliani. Vita e passioni

8. Pablo Picasso, Les Femmes d’Alger – version O, 1955: $179,365.000 milioni

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Pablo Picasso, Les Femmes d’Alger – version O, 1955

Il dipinto “Le femmes d’Alger” di Pablo Picasso, realizzato nel 1955, fu venduto nel 2015 all’asta di Christie’s a New York per 179,365.000 milioni di dollari.

A pensare che nel 1997 fu battuto sempre all’asta, insieme ad altre opere di proprietà dei collezionisti americani Victor e Sally Ganz, diChristie’s a New York per circa 30 milioni di dollari.

Pablo Picasso realizzò, tra il 1954 e il 1955, una serie di quadri “Le femmes d’Alger“. Le iniziò dopo la morte di Henri Matisse che era considerato l’erede di Eugène Delacroix a causa delle sue celebri odalische. Proprio per omaggiare Delacroix e Matisse inizia a realizzare queste opere.

Esattamente si parla di ben quindici lavori:

  • Versione A
  • Versione B
  • Versione C
  • Versione D
  • Versione E
  • Versione F
  • Versione G
  • Versione H
  • Versione I
  • Versione J
  • Versione K
  • Versione L
  • Versione M
  • Versione N

Infine la versione O,  è un dipinto a olio su tela che misura 114×146 cm. In questo dipinto le figure appaiono rigide, frammentate, solo la donna a sinistra presenta ancora alcuni tratti caratteristici umani. Sicuramente in questa ultima versione hanno perso completamente il loro aspetto originario. Non c’è dubbio che questo quadro incarna perfettamente i principi cubisti.

Libro biografico di Pablo Picasso: Pablo Picasso. L’immaginazione al potere

7. Mark Rothko, No. 6 (Violet, Green and Red), 1951: $186 milioni

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Mark Rothko, No. 6 (Violet, Green and Red), 1951

L’opera No. 6 (Violet, Green and Red) di Mark Rothko, realizzato nel 1951, fu venduto privatamente 2014 a 186 milioni di dollari.

Fu acquistato da Dmitry Rybolovlev, un imprenditore russo e proprietario per due terzi del Monaco, la squadra di calcio francese.

Il dipinto è dell’artista statunitense di origine lettone Marcus Rothkowitz, noto come Mark Rothko (1903-­1970).

Come le altre opere di Rothko create nello stesso periodo, il numero 6 è caratterizzato da grandi distese di colore delineate da sfumature irregolari.

Rothko sviluppò un nuovo concetto di spazio visivo, uno spazio rappresentato dal colore. Questi dipinti suscitano emozioni diverse, c’è chi li percepisce in modo negativo e poi invece c’è chi li reputa irresistibili, capaci di evocare atmosfere mistiche.

Generalmente le sue opere sono di grande formato e sviluppate in verticale e sono suddivise da due, da tre o da quattro rettangoli colorati caratterizzati da contorni velati e alcuni sono legati l’uno all’altro e anche sovrapposti.

La sua pittura si può definire essenziale, composta solamente da materia cromatica pura, vibrante e luminosa.

Libro biografico di Mark Rothko: Mark Rothko. Il miracolo della pittura

6. Jackson Pollock, Number 17A, 1948: $200 milioni

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Jackson Pollock, Number 17A, 1948

L’opera Number 17A di Jackson Pollock, realizzato nel 1948, fu venduto nel 2015 dalla David Geffen Foundation a 200 milioni di dollari a Kenneth C. Griffin, un imprenditore e investitore miliardario americano e gestore di hedge fund.

Nel 1947 Pollock mette a punto il dripping o “sgocciolamento”, questa tecnica consiste nel far colare la vernice sulla tela stesa orizzontalmente sul pavimento.

Il Number 17A  è un buon esempio di questa pittura a goccia. È caratterizzato da macchie di colore giallo, blu e nero, poi ci sono tre pennellate bianche quasi parallele, poste diagonalmente al quadro. Nell’insieme appare come un vortice di colori complesso dove non si riescono a distinguere i diversi strati dati dalla consistente vernice.

Inizialmente i dipinti di Pollock non erano conosciuti dal grande pubblico e non erano molto quotati. La sua fama cominciò a crescere quando nel 1949 apparve sulla rivista “LIFE” in un servizio dedicato a Pollock intitolato “È il più grande pittore vivente degli Stati Uniti?“.

Libro biografico di Jackson Pollock:  Jackson Pollock. Energia resa visibile. Ediz. illustrata

5. Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964: $250 milioni

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Andy Warhol, Orange Marilyn, 1964

L’opera Orange Marilyn di  Andy Warhol, realizzata nel 1964, molto probabilmente fu venduta privatamente, nel 2018, a  Kenneth Griffin, fra i più attivi collezionisti d’arte del mondo, per 250 milioni di dollari.

Il primo proprietario fu Leo Castelli, poi venne comprato da Leon Kraushar che negli anni ’60 fu uno dei più attivi collezionista di Pop Art. Dopodiché fu acquistato da Karl Stroher di Darmstadt, uno dei primi europei ad acquisire la Pop Art americana e successivamente uno dei suoi discendenti, nel 1998, lo vendette all’asta di Sotheby’s per 17,3 milioni di dollari.

Il dipinto Orange Marilyn fa parte della serie di cinque ritratti dell’attrice Marilyn Monroe. Sono tutti dello stesso formato, ossia misurano 1×1 metro. La differenza sta nei colori di base, c’è rosso, arancione, azzurro, blu gray e turchese. Andy Warhol si ispirò al film “Niagara”.

Naturalmente il nome Orange Marilyn deriva dal colore dello sfondo, un monocromo arancione dove risalta il giallo acceso dei capelli definiti da delle pennellate nere per creare l’effetto volume della chioma.

Anche sul volto è presente una marcata zona d’ombra sulla guancia sinistra e poi ci sono anche delle piccole ombre a sottolineare gli occhi caratterizzati da un trucco pesante che contrasta con forza con lo sguardo languido e seducente di Marilyn. Anche per quanto riguarda il rosso cupo delle le labbra e il bianco dei denti si può parlare di contrasto.

Libro biografico di Andy Warhol:  La filosofia di Andy Warhol da A a B e viceversa

4. Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1890: $250 milioni

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Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1890

Il dipinto I giocatori di carte di Paul Cézanne, realizzato nel 1890, fu venduto nel 2011 alla famiglia reale del Qatar per 250 milioni di dollari.

Quest’ultimo era precedentemente nelle mani degli eredi dell’armatore greco George Embiricos. Il prezzo fu annunciato dalla rivista Vanity Fair.

Il soggetto di questa tela è stato più volte dipinto da Cezanne, in totale sono cinque quadri. Si tratta di dipinti a olio su tela che misurano 47×56 cm realizzati fra il 1890 e il 1895, nei suoi ultimi anni di vita.

Gli altri quattro si trovano uno al  al MoMa di New York, un altro Barnes Foundation di Philadelphia, un altro ancora al Musée d’Orsay a Parigi e l’ultimo al Courtauld Institute di Londra.

Di tutte e cinque i dipinti questo è il più semplice, i soggetti rappresentati sono due lavoratori della fattoria appartenuta al padre, uno è Pere Alexandre, il contadino e l’altro è Paulin Paulet, il giardiniere.

Libro biografico di Paul Cézanne: Paul Cézanne

3. Willem de Kooning, Interchange, 1955: $300 milioni

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Willem de Kooning, Interchange, 1955

Il dipinto Interchange di Willem de Kooning, realizzato nel 1955, fu venduto nel 2015  in una trattativa privata per 300 milioni di dollari a Kenneth Griffin.

Si tratta di un olio su tela che misura 200,7X175,3 cm del pittore espressionista astratto Willem de Kooning nato a Rotterdam, Paesi Bassi, e trasferitosi a New York nel 1927.

Willem de Kooning nel secondo dopoguerra dipingeva seguendo uno specifico stile chiamato “espressionismo astratto” o “action painting “(pittura d’azione).

In quel periodo faceva parte della New York School costituita da un gruppo di artisti molto noti come Mark RothkoJackson PollockHans HofmannFranz Kline e molti altri ancora.

Questo quadro in particolare rappresenta il cambiamento estetico e strutturale che l’artista ebbe a metà degli anni ’50 sotto l’influenza del collega artista Franz Kline.

Libro biografico di Willem de Kooning: De Kooning. L’uomo, l’artista. Ediz. illustrata

2. Paul Gauguin, Nafea faa ipoipo, 1892: $ 300 milioni

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Paul Gauguin, Nafea faa ipoipo, 1892

Il dipinto Nafea faa ipoipo di Paul Gauguin, realizzato nel 1892, fu venduto nel 2015 dal collezionista svizzero Rudolf Staechelin ai Qatar Museums, un consorzio di musei nazionali di Doha, per 300 milioni di dollari.

Si tratta di un olio su tela di dimensioni 105 x 77,5 cm.  Il titolo, “Nafea faa ipoipo” tradotto dalla lingua del posto, significa “Quando ti sposi?”.

Il dipinto fu realizzato da Paul Gauguin durante la sua permanenza a Tahiti. I due soggetti raffigurati sono giovani donne di Tahiti ritratte nella loro quotidianità.

Gauguin era molto interessato alle vite delle persone più semplici, prima dipinse le contadine bretoni e poi le protagoniste dei suoi dipinti furono le donne tahitiane.

Libro biografico di Paul Gauguin: Noa Noa e lettere da Tahiti (1891-1893)

1. Leonardo da Vinci, Salvator Mundi, 1499: $450,3 milioni

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Leonardo da Vinci, Salvator Mundi, 1499

Siamo finalmente giunti all’opera più cara della storia.

Il dipinto Salvator Mundi attribuito a Leonardo Da Vinci, realizzato nel 1499, fu venduto nel 2017 all’asta di Christie’s a New York al Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi a 450,3 milioni di dollari.

Pensate che l’asta partì da 75 milioni di dollari, poi nel giro di poco tempo fu aggiudicato per 450,312,500 dollari.

Si tratta di un dipinto su tavola di legno che misura 65,5×45 cm. Rappresenta Cristo con una mano benedicente e l’altra che tiene un globo.

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Sembrerebbe essere stata realizzata da Leonardo da Vinci, l’autenticazione avvenne nel 2011 in occasione della mostra “Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan” che si svolse a Londra alla National Gallery.

Di questa tavola ci sono anche degli studi dove alcuni dei quali sono conservati alla Casa reale di Windsor. Sembrerebbe che la realizzò a Milano, poco tempo prima di lasciare la città.

C’è anche chi mette ancora in dubbio la paternità del dipinto, come lo storico dell’arte Matthew Landrus, che invece pensa che l’autore sia Bernardino Luini, l’assistente di Leonardo.

Questo dipinto fino ad ora era noto grazie a un’incisione eseguita intorno al 1650 da Wenceslaus Hollar. Per diversi secoli se ne persero le tracce fino ad arrivare al 1900 quando venne acquistato da Sir Charles Robinson come opera di Bernardino Luini.

Poi nel 1958 venne venduto per 45 sterline a un’asta di Sotheby’s. Successivamente riapparve nel 2011 in occasione della mostra Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan, come abbiamo visto precedentemente.

Prima di essere venduto nell’asta nel 2017 fu prima acquistato nel 2013 da Yves Bouvier per 80 milioni di dollari che lo ha poi rivenduto al miliardario russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari.

Libro biografico di Leonardo Da Vinci: Leonardo da Vinci

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