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Rischio sottovalutazione Brexit: opinione analista Unicredit

Anche sè ancora ad oggi il Consiglio Europeo non ha raggiunto un’intesa sui rapporti Ue-Gran Bretagna post-Brexit, la sterlina non si è indebolita in maniera vistosa nei confronti dell’euro in questo lasso temporale.

” La Sterlina rimarrà in modalità di attesa a meno che non emergano nuovi sviluppi chiari e decisivi, nonostante i possibili effetti negativi che incombono sull’economia reale inglese”

sostengono gli analisti di Unicredit.

Nei mercati si sente un certo ottimismo sulla questione Brexit e il suo esito.

A rassicurare gli investitori  c’è anche la scelta del primo ministro inglese, Theresa May, di aprire a un possibile allungamento dei tempi del periodo di transizione fino al dicembre 2020.

Per l’ analista di unicredit, Kathrin Goretzki, la questione se un accordo possa essere portato a termine oppure no tra Gran Bretagna ed Unione europea rimane il driver più importante della sterlina.

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“Condividiamo con il mercato l’ottimismo circa la probabilità che venga raggiunto un accordo e ci aspettiamo che la sterlina si apprezzi dopo questo annuncio con un’attesa per il cambio euro/sterlina a 0,85 alla fin del 2019”

Le parole di  Goretzki, che informa che il rischio di un no-deal è attualmente basso, ma non trascurabile e porterebbe un  forte indebolimento della valuta inglese.

“In questo scenario esiste il rischio che il cambio euro/sterlina salga oltre 0,95 nel breve termine”

Sempre l’analista Goretzki, che sottolinea che nel lungo termine il tasso di cambio potrà ritrovare una calma, visto che l’apprezzamento dell’euro del 25% da metà 2015 dimostra che la Brexit ha già penalizzato molto la valuta inglese.

Goretzki avverte che, in questo momento, il mercato sta sottostimando il rischio no deal e la volatilità che, in quel determinato caso, porterebbe.

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